lunedì 25 aprile 2016

Pezzetti di storia



"Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. "

Il sentiero dei nidi di ragno - Italo Calvino

domenica 24 aprile 2016

La Parola




Forse sarebbe stato meglio se questo post l’avessi scritto ieri, visto che era la Giornata Mondiale del Libro e da brava padrona di casa di un blog che parla soprattutto di libri, avrei potuto ribadirvi il concetto di quanto li ami - cosa che peraltro ho già fatto qui. 
Il tutto magari decorato da belle immagini di disposizioni casuali quanto improbabili di pile di volumi modulati per colore o per autore o ancora per dimensione. E questo a dimostrazione di quanto legga, di quanti libri ho letto e di quanti ancora ne ho da leggere (cosa assolutamente vera ed in qualche modo spaventosa).
Ma qualcosa mi si era incagliato sulla punta della lingua impedendomi di dare forma a queste parole. Perché sì, per me è proprio solo e semplicemente una questione di parole ed i libri stanno alle parole come le parole stanno alle intenzioni di chi le pronuncia.
Credo si riassuma in questa semplice equazione il senso di ciò che avrei voluto scrivere ieri e che provo a fare oggi, non convinta comunque del risultato. Perché le parole con me fanno spesso le burlone: mi stuzzicano e mi solleticano la fantasia nei momenti più inopportuni e poi scivolano via come sabbia tra le dita, privandomi di quella parvenza di serietà della quale tanto gradirei agghindarmi.

Per cui ciò che posso asserire
senza nulla togliere al mio sentire
è che la parola esalta, amplifica ed enfatizza;
ma può anche fratturare, ferire e si spera ricucire.
La parola è via di fuga o vicolo cieco;
può lasciarsi assaporare o impastarci senza spreco.
La parola è fluttuo che lambisce
ma può diventare corrente che rapisce.
Può vibrare e risuonare,
stuzzicare o anche rimbalzare
e se detta con il giusto ardire
può aprire la strada al nostro vero sentire.
La parola è un mezzo potente
ma può ridursi ad un niente
se pronunciata in modo assente.
Per questo mi auguro
che sia sempre dosata e rispettata
con molto amore soprattutto verso chi è indirizzata.

Felice domenica di bei libri e buone parole!
Chiara


mercoledì 20 aprile 2016

Voce del verbo LEGGERE


Voce del verbo LEGGERE

“Riconoscere ed interpretare segni della scrittura
con i quali è composto un testo”
questo spesso è l’inizio di una nuova avventura
che sia solo per un momento o prolungata nel tempo,
è un ritmo soggettivo che chiede rispetto 
ed uno spazio all’interno del quale mettersi al suo cospetto.

Ci può essere ordine o disordine negli attimi di concentrazione
ma non è mai per caso che ci si accinge a questa operazione.
Storie sconosciute ed in fase di costruzione,
ciò che ci si presta a scoprire
 è sempre un mondo in divenire.

Perché che siano solo parole o illustrazioni di ineguale splendore,
lo scenario che ci prende per mano
è capace di condurci lontano.
Scorrono veloci o pesanti come macigni,
la grafia di quei mondi
sono gli specchi dei nostri nascondigli.
Ma una volta intrapreso il viaggio di una nuova lettura
è improbabile il ritorno a casa con la medesima disinvoltura.
Perché la parola aggiunge, sottrae e definisce,
e ciò che in noi trova un posto
diventa sempre un piccolo tesoro ben riposto.




lunedì 18 aprile 2016

VIANDANZA di Luigi Nacci



Viandanza è un libro non solo per chi ama camminare ma anche per chi fa della propria vita un cammino. 
Esiste un cammino fatto di passi, di azioni ben definite che ci permettono nella loro consequenzialità di procedere lungo la via. Ma esiste anche tutto quello che si muove insieme a noi mentre compiamo l’azione dell’avanzare, meno visibile ma forse più faticoso da portarsi addosso: emozioni, sentimenti, illusioni, voglia di cambiamento; la speranza di una vita migliore, il desiderio di trovare un senso profondo al nostro procedere…insomma, tutta la nostra umanità! Nella fatica del viaggio emergono con tutta la loro forza i sentimenti più profondi: paura, stupore, spaesamento, nostalgia, disillusione, arroganza ma anche allegria ed umiltà.
Luigi Nacci racconta di tutto quello che si può portare in uno zaino quando si decide di mettersi in partenza. Poco, molto poco! Perché ciò che veramente serve per trovare le risposte a quelle domande che l’uomo cerca dall’origine della sua memoria, sono già scritte in ogni passo, in ogni incontro, in ogni porta che si apre per offrire riparo lungo quelle due strade che da secoli sono le vie più percorse dai pellegrini di tutta Europa: la via per Santiago e la via Francigena.


Ma non occorre essere pellegrini per mettersi in cammino, sul cammino lo si è già. Basta avere l’intenzione di riconoscerlo il cammino, di mettersi in spalla quello zaino che altro non è se non la nostra casa, a volte fardello inessenziale che preme sulla nostra vita, a volte ciò da cui fuggiamo, a volte zavorra insopportabile ma che se abbiamo il coraggio di guardare e riconoscere nella sua vera consistenza diventerà lo specchio del dissiparsi delle nostre illusioni. Ad ogni passo quello zaino si alleggerisce, ad ogni partenza ci interroga su ciò che è veramente essenziale e necessario per quel nuovo viaggio, ad ogni inciampo ci fa inginocchiare ricordandoci che sotto il peso della fatica del nostro procedere, siamo tutti alla stessa altezza ed abbiamo sempre la possibilità di guardarci occhi negli occhi.
Viandanza è un invito: un invito a diventare tutti un pò viandanti che non significa necessariamente compiere centinaia di chilometri a piedi ma semplicemente andare per la via e lasciarsi attraversare da essa. Lasciarsi sorprendere dalle possibilità inaspettate che si celano dietro ad ogni curva; dallo stupore del tempo presente; dalla possibilità di cambiare forma e con essa anche la propria vita perché “Quando si è stati pellegrini, viandanti, forestieri, clandestini o nomadi una volta, lo si è per sempre. Non possiamo tornare alle nostre vite ordinarie e sprangarci in casa. Possiamo farlo per un po’, ma poi, se continuassimo, impazziremmo. Perché se tenessimo le porte chiuse, rinnegheremmo la polvere e il fango in cui abbiamo sognato ad occhi aperti. E non c’è niente di peggio che tradire un sogno.”
Una scrittura poetica che sussurra - all’orecchio di chi legge - risposte che bruciano sotto ai piedi; che suscita pensieri che generano il desiderio, quel genere di desiderio che è la spinta a superare i propri limiti, a ritrovare la semplicità dei gesti, la pienezza dei silenzi, la condivisione del poco; a ritrovare la speranza dell’avvenire che viene incontro, la nostalgia per l’ignoto, la fragilità nella forza, l’intensità, il dolore, la speranza che apre la strada, la meta che non è la meta.
Consigliato a chi ha voglia di ricordare ciò che è stato e di scoprire ciò che potrà essere; a chi ha voglia di diventare un sognatore-diurno e plasmare la visione del proprio cambiamento; a chi non ha paura della fatica e a chi ha voglia di uscire dalla propria vita ordinaria e rientrarvi con i piedi leggeri della libertà.

Titolo: Viandanza – Il cammino come educazione sentimentale
Autore: Luigi Nacci
Edizioni: Laterza
Anno di pubblicazione: 2016


giovedì 14 aprile 2016

Che cos'è OpenBook



Ammetto di essere una maestra nello stilare liste di ogni genere: oltre a quella della spesa, ho sempre con me quella in costante aggiornamento dei libri da leggere, delle città che vorrei visitare, corsi che vorrei frequentare, pazzie di vario genere nelle quali prima o poi mi cimenterò! 
Mi piace particolarmente quella dei buoni propositi per l’anno nuovo: siamo a metà aprile, direte voi! Beh, certo, ma c’è uno di quei buoni propositi che ho espresso alla fine del 2015 che in qualche modo mi ha fatto arrivare fin qui.
Di per sé era una cosa molto semplice: riuscire a leggere nel 2016 almeno un libro al mese.
Amo i libri, da sempre. Negli ultimi anni la passione per la lettura si era un po’ impolverata causa l’incalzare della vita con i suoi mille impegni e doveri. Ma la voglia di rinfilare il naso tra gli scaffali della mia libreria e perdermi tra le pagine di nuove letture alla fine dell’anno scorso ha bussato alla mia porta con più insistenza del solito e si è materializzata nel buon proposito di cui vi dicevo.
Per me leggere è sempre stato un atto solitario: mi piace farlo con i miei tempi, senza intrusioni ne disturbi di vario genere. Questi purtroppo sono sempre presenti e così mi sono chiesta come poter mantenere quell’intenzione senza lasciarmi distrarre e deviare in corso d’opera.
Ed è così che è nato OpenBook. Che cos’è OpenBook vi chiederete voi?!
OpenBook non è altro che un gruppo di lettura, un incontro aperto a tutti, a cadenza mensile per appassionati delle pagine scritte o semplicemente curiosi. E’ un convivio nel quale la portata principale è un libro: lo si legge in solitudine sul tram, al bar o comodi sul proprio divano e poi lo si commenta in gruppo alimentando l’alchimia della condivisione e del sano confronto.
Non è necessario essere intraprendenti oratori o tesserati frequentatori di salotti intellettuali: l’unica cosa da portare è la voglia di partecipare - anche silenziosamente – ed una rispettosa attitudine all’ascolto delle opinioni altrui contemplando anche la possibilità che questo possa farvi cambiare radicate convinzioni.
Gli incontri sono aperti: si può partecipare a tutti, ad alcuni soltanto, una volta sola e poi tornare quando si vuole. Mi piace pensare ad OpenBook come ad un’occasione sempre ridefinita in corso d’opera dai partecipanti; di scoperta di nuove storie e riscoperta di quelle già conosciute ma rispolverate e riviste attraverso la lente di nuovi obiettivi, e dal quale ci si può congedare con l’aggiunta di qualche grado in più al grandangolo della propria visuale, con una virata improvvisa dalla consueta rotta delle proprie idee e magari anche con qualche amico in più.
Dove? A casa mia! Sì sì, proprio a casa mia nella mia città, Rimini.
Il prossimo incontro sarà SABATO 7 MAGGIO ed il protagonista prescelto del quale parleremo sarà “DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME” di Javier Marias (Einaudi).

Se volete partecipare o chiedere qualche informazione in più scrivetemi a chiaraeffeintheword@gmail.com oppure sbirciate nella pagina FB che trovate qui.

lunedì 11 aprile 2016

Viandante


"Volevi essere lo straniero, l'ebreo errante, il bohémien, il vagabondo, l'anacoreta, il beat, il cavaliere errante, il transumante, l'uccello migratore, il goliardo, il figlio di Dioniso, il chierico vagante, l'emblema della devianza, il ribelle, il transeunte, l'uomo in rivolta, il pellegrino, il viandante, il clandestino.
Volevi essere sul serio una figura marginale e libera. I quell'esilio dalla vita precedente, in quell'esodo da te, c'era una saggezza verso cui tendere.
Ti sentivi fragile e potentissimo."

Viandanza - Luigi Nacci

venerdì 8 aprile 2016

Andar cercando


Dar vita a questo blog è stata una piccola partenza. 
Sono sempre stata brava con le partenze, molto meno ad arrivare a destinazione. 
Mi entusiasmano i nuovi inizi, prendo entusiastiche rincorse neanche mi dovessi lanciare col deltaplano; preparo minuziosamente i grandi zaini dei miei progetti, mi metto in cammino e poi mi perdo sulle lunghe distanze. 
Mi distraggo, mi stanco facilmente: non è tanto una stanchezza fisica, è più una stanchezza mentale che mi coglie all’improvviso; devio strada attratta da nuovi bagliori in lontananza, lascio un sentiero per intraprenderne un altro e poi perdo di vista le briciole che Pollicino ha lasciato sul mio cammino e non riesco più a tornare indietro. 
Forse è solo questione di disciplina o forse quella strada non è la mia storia. O magari è un’altra scusa che si mette in coda al treno delle mille scuse che mi sfreccia davanti e non si ferma mai!
Per questo mi piace leggere di libri che raccontano di viaggi: mi metto in partenza senza lo stress da valigia - che alla fine mi dimentico sempre qualcosa! – mi sento in cammino senza camminare, scorgo nuovi paesaggi tra le righe, forse trovo qualche risposta alle mille domande. 
Che siano – quelli di cui leggo -  percorsi reali o di fantasia, grazie a loro traccio traiettorie degne di instancabili uccelli migratori e mi poso su scogli inesplorati che scaldano il mio bisogno di sentirmi a casa. Perché si dice che la casa è dove sta il Cuore ma a me le frasi fatte non piacciono e le pillole di saggezza pronto intervento per una “felice” vita preconfezionata non riesco ad ingoiarle ed anche se ci provo mi rimangono un po’ indigeste. Per cui continuo a cercare e a solcare nuovi percorsi – magari mi avvito un po’ su me stessa – ma i libri sono sempre il miglio antidoto alla mia troppo poco esaudita voglia di andare.
Fatto sta che durante la mia ultima incursione in libreria ce n’è stato uno di questi libri con cui ho fatto il viaggio di ritorno verso casa.
Questa volta è stato il titolo a rapire la mia attenzione: “Viandanza”. L’ho trovata una parola meravigliosa, di un suono arioso, che solo a pronunciarla mi sembrava già di essere partita.  

Neanche farlo apposta, domani parto per un week end in Toscana e credo proprio che lui sarà il compagno di viaggio perfetto!

Viandanza - Luigi Nacci
Vi auguro un buon week end...di bei viaggi e buone letture.